Una cosa che vorrei dire
Scusate se interrompo la regolarità del blog.
C'è una cosa che vorrei dire ora,
una cosa che ritengo importante perchè c'ho pensato per molti giorni,
per dirla vorrei salire sul mio palchetto personale e regolare il mio microfono,vorrei che fosse tutto perfetto quindi chiedere al tecnico luci di regolare un pò le cose ed imporre il silenzio in sala.
Ma non si può,perchè un palco non ce l'ho,quindi mi prendo una sedia,mi metto in mezzo a voi e ci sediamo vicini che ve la dico un pò sottovoce così ascoltate tutti meglio.
Questa cosa voglio dirla a chi,come me si sta affacciando al fronte della vita vera,
voglio dirla ai miei amici,alcuni muovono i primi passi,altri hanno visto che aria tira,son tornati indietro ed ora si muovono cauti,alcuni passeranno la linea fra qualche anno.
Quello che voglio dirvi e che siamo in guerra.Siamo soldati mandati al fronte.
Con divise di carta e fucili di plastica.
Siamo proprio così,che lo vogliamo o no e non sperate nella visita medica o magari nel servizio civile,niente.
Siamo piccoli soldatini giocattolo nella cruda guerra che è la vita.Tutto quello che possiamo fare è difendere il nostro territorio,conquistarne dell'altro e curare i feriti.
E' una guerra in cui non c'è vittoria,ma ogni tanto qualche medaglia arriva a saperla aspettare.
Quindi ascoltatemi,facciamolo.Stringiamoci in cerchio e sosteniamoci l'un l'altro.
Troviamoci un posto,magari un pò riparato,scaviamoci una buca ed entriamoci.
Mettiamoci intorno tanto filo spinato ed un paio di fucili mettiamoci dentro quello in cui crediamo,quello che amiamo,le cose in cui speriamo e quelle che ci tengono in piedi.Facciamoci entrare dentro un compagno o una compagna,pochi amici fidati di quelli sempre pronti a ricaricarti il fucile,che si scarica sempre troppo presto,e cerchiamo di far sembrare questo giardino di ferro che abbiamo chiamato casa come una volta,quando c'erano i fiori al posto delle mine,il fronte era lontano e gli echi della guerra erano ancora nascosti dalle risate dell'essere fanciulli.
Stiamo allerta,certi che ogni tanto il nemico entrerà.
Magari dalle retrovie,magari sfondando le nostre difese,magari era già lì....
e stiamo certi che un'infinità di colpi ci feriranno.
Crediamo nei nostri compagni di buca,sono anche ottimi medici,quindi mostriamo loro le nostre lacrime ed il nostro sangue,facciamoci mettere una benda e portiamola su senza vergona,anzi,appuntiamoci sopra una croce al merito e ripartiamo all'assalto,sicuri che alle spalle c'è chi veglia.
L'unica cosa che questa guerra ci insegna è il valore dell'amicizia,ed al fronte ci sono molti feriti che hanno bisogno di noi.
E ripete sempre:
Il soldatino solo muore.
Il soldatino solo muore.
Il soldatino solo muore.
[Parn]
C'è una cosa che vorrei dire ora,
una cosa che ritengo importante perchè c'ho pensato per molti giorni,
per dirla vorrei salire sul mio palchetto personale e regolare il mio microfono,vorrei che fosse tutto perfetto quindi chiedere al tecnico luci di regolare un pò le cose ed imporre il silenzio in sala.
Ma non si può,perchè un palco non ce l'ho,quindi mi prendo una sedia,mi metto in mezzo a voi e ci sediamo vicini che ve la dico un pò sottovoce così ascoltate tutti meglio.
Questa cosa voglio dirla a chi,come me si sta affacciando al fronte della vita vera,
voglio dirla ai miei amici,alcuni muovono i primi passi,altri hanno visto che aria tira,son tornati indietro ed ora si muovono cauti,alcuni passeranno la linea fra qualche anno.
Quello che voglio dirvi e che siamo in guerra.Siamo soldati mandati al fronte.
Con divise di carta e fucili di plastica.
Siamo proprio così,che lo vogliamo o no e non sperate nella visita medica o magari nel servizio civile,niente.
Siamo piccoli soldatini giocattolo nella cruda guerra che è la vita.Tutto quello che possiamo fare è difendere il nostro territorio,conquistarne dell'altro e curare i feriti.
E' una guerra in cui non c'è vittoria,ma ogni tanto qualche medaglia arriva a saperla aspettare.
Quindi ascoltatemi,facciamolo.Stringiamoci in cerchio e sosteniamoci l'un l'altro.
Troviamoci un posto,magari un pò riparato,scaviamoci una buca ed entriamoci.
Mettiamoci intorno tanto filo spinato ed un paio di fucili mettiamoci dentro quello in cui crediamo,quello che amiamo,le cose in cui speriamo e quelle che ci tengono in piedi.Facciamoci entrare dentro un compagno o una compagna,pochi amici fidati di quelli sempre pronti a ricaricarti il fucile,che si scarica sempre troppo presto,e cerchiamo di far sembrare questo giardino di ferro che abbiamo chiamato casa come una volta,quando c'erano i fiori al posto delle mine,il fronte era lontano e gli echi della guerra erano ancora nascosti dalle risate dell'essere fanciulli.
Stiamo allerta,certi che ogni tanto il nemico entrerà.
Magari dalle retrovie,magari sfondando le nostre difese,magari era già lì....
e stiamo certi che un'infinità di colpi ci feriranno.
Crediamo nei nostri compagni di buca,sono anche ottimi medici,quindi mostriamo loro le nostre lacrime ed il nostro sangue,facciamoci mettere una benda e portiamola su senza vergona,anzi,appuntiamoci sopra una croce al merito e ripartiamo all'assalto,sicuri che alle spalle c'è chi veglia.
L'unica cosa che questa guerra ci insegna è il valore dell'amicizia,ed al fronte ci sono molti feriti che hanno bisogno di noi.
E ripete sempre:
Il soldatino solo muore.
Il soldatino solo muore.
Il soldatino solo muore.
[Parn]
